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Spettacolo

IL FUNAMBOLO DELLA LUCE (Nikola Tesla, ovvero l’uomo che illuminò il mondo)

MERCOLEDì 26 FEBBRAIO 2020, ore 20.30
Teatro Sanbàpolis, via della Malpensada 82, Trento

Descrizione


Uno spettacolo di Ciro Masella

Tesla è una icona della scienza moderna ma quando era in vita veniva considerato un pazzo da silenziare. Tesla ha anticipato i suoi tempi ed è la prova che uscire dagli schemi può essere molto pericoloso. Prima di lui Leonardo Da Vinci. E oggi?
Uno degli inventori più importanti della storia, paragonato più volte a Leonardo Da Vinci, figura con la quale condivide diversi aspetti sia personali che di metodo scientifico, Nikola Tesla è il responsabile dell’impostazione generale del nostro sistema elettrico, in tutto il mondo, avendo inventato la corrente alternata. È anche una delle intelligenze più luminose e prolifiche della storia, dalla quale sono scaturiti più di cento brevetti e oltre settecento invenzioni.
Tesla è stato definito in tanti modi: “L’uomo che ha trasformato la notte in giorno”, “Il cacciatore che ha catturato la luce nella sua rete dalle profondità della terra”, “Il guerriero che ha catturato il fuoco dal cielo”, viene oggi ritenuto “Un uomo che non apparteneva al suo tempo” (I futuristi dicono che il XX e il XXI secolo sono nati nella sua testa!). Questo creatore di sogni è stato capace di immaginare il futuro.
Ma l’uomo che ha illuminato il mondo, questo grande pioniere e anticipatore, è stato in vita ritenuto anche pericoloso, più che pazzo, ed è morto in miseria in circostanze misteriose.
L’uomo che sognava l’energia libera rinnovabile, gratuita e pulita, per tutti, ma che ha progettato anche il “raggio della morte”, colui al quale dobbiamo invenzioni fondamentali come la diffusione radio, l’uso medico della risonanza magnetica, la scienza della sismologia, la prima stazione di energia idroelettrica, l’auto elettrica senza generatore di corrente e tanto altro ancora, e che nel 1915 rifiuta il Nobel per non dividerlo con l’odiato Edison, e anche perché nel 1909 era andato a Marconi per l’invenzione della radio, che l’italiano non avrebbe mai potuto brevettare senza le scoperte e le intuizioni di Tesla, del quale era stato seguace e “allievo”, come decretato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.
Nikola Tesla ha contribuito a forgiare il mondo così come lo conosciamo oggi, ma soprattutto ha immaginato un mondo futuro possibile, quel mondo in cui l’uomo non può pensare di vivere se non in armonia con il proprio pianeta e con le sue creature, dove la scienza non può non essere etica, umana, morale. Forse la maggiore eredità di Tesla è il suo spirito creativo, che non mette confini al pensiero, all’intuizione, e davvero crede che tutto sia possibile. Una mente creativa, capace di immaginare il motore per la produzione della corrente alternata osservando il sole durante una passeggiata in un parco, mentre recita a memoria il Faust di Goethe.
Un personaggio così complesso e ricco, così proiettato verso il futuro da essere oggi così luminosamente contemporaneo, uno scienziato che ha immaginato una scienza al servizio dell’uomo ma anche del pianeta, che sapesse prendere dal sole, dal vento, dalla forza dell’acqua, dall’energia del mondo tutto ciò di cui l’uomo ha bisogno per vivere e progredire, non poteva non diventare un punto di riferimento per riflettere sul tema scienza-etica e scienza-spiritualità, due binomi che hanno attraversato ogni singola fibra, ogni gesto, ogni respiro dell’uomo e dello scienziato Tesla.
Questa figura dalla carica poetica rivoluzionaria, questo visionario capace di immaginare il futuro più lontano, mi si è parata innanzi come un forziere carico di ricchezze, una fonte inesauribile di riflessione sul ruolo della scienza oggi, sul suo rapporto con l’umano e con la natura, con il visibile e con ciò che non lo è, che non può essere visto.
Tesla era scienziato ma anche filosofo, umanista, e di sé diceva: “non sono uno scienziato. La scienza è forse la maniera più conveniente per trovare la risposta alla domanda che mi perseguita da sempre, e trasforma i miei giorni e le mie notti in fuoco. Quello che vorrei sapere, ad esempio, è che cosa succede ad una stella cadente quando il sole si spegne. Perché le stelle cadono, come polvere o come semi. E il sole si disperde, nelle nostre menti. Nelle vite di molti esseri…”
Le sue parole, le sue scoperte, la sua umanità, la sua ricerca forsennata della luce da restituire agli uomini, sono il sentiero che seguirò in questo viaggio alla ricerca di quei frammenti, di quelle schegge di luce lasciate da Nikola Tesla nel suo passaggio su questa terra.
Questo spettacolo è il tentativo di indagare sia la biografia dell’uomo Nikola Tesla che il suo pensiero, arrivato a noi grazie alle tante interviste, scritti, interventi pubblici. Il materiale è sterminato, e ci è dispiaciuto non poter tenere tutto, prendere ogni parola, ogni riflessione, ogni pensiero luminoso uscito dalla sua mente e dal suo cuore (che erano sempre intimamente connessi). Abbiamo dovuto scegliere, scartare, mettere per il momento da parte tanto materiale e tenere quello che ci è parso potesse tratteggiare uno schizzo, un accenno della figura sterminata che ci siamo trovati innanzi. E non abbiamo potuto prescindere dalla Poesia e dalla Musica, così fondamentali e indispensabili per l’uomo e per lo scienziato Tesla. Oltre a Bach, Mozart, Goethe, Dante, abbiamo cercato di distillare alcuni pensieri di Nikola chiedendo aiuto a poeti anche a noi più vicini.
Questa è una prima pietra, il primo timido passo in un viaggio che sappiamo ci porterà in territori pieni di luce, e oscurità (che, come diceva Tesla, è l’origine della Luce).

Ciro Masella


 



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